Meglio un uovo oggi o una gallina domani? - S.S.D. Virtus Romano 1983
332
post-template-default,single,single-post,postid-332,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-theme-ver-16.6,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.1,vc_responsive
 

Meglio un uovo oggi o una gallina domani?

Meglio un uovo oggi o una gallina domani?

Gestire il Settore Giovanile di un’associazione sportiva è una sfida. Affascinante, ma complicata. È un intreccio di relazioni, con bambini, con adolescenti, con papà e mamme, con allenatori, tutte personalità che, con la loro orbita, gravitano intorno al pallone, fulcro di questo sistema.
La mission societaria è far sì che, in questo pianeta, regni l’ordine.
Quando una squadra scende in campo, i giocatori, per ben figurare, devono avere un obiettivo chiaro, un modo di giocare consapevole e dei ruoli stabiliti, con dei compiti specifici per ciascuno di essi. Ci sarà un giocatore con predisposizione nel fare una cosa e i compagni a farne altre. La struttura vincente affiora quando queste capacità si completano e funzionano insieme.
Ecco il focus: realizzare una struttura vincente, un sodalizio affidabile.
Per puntare a quest’obiettivo non bastano i buoni propositi; non è sufficiente dichiararsi pronti a tirare dalla stessa parte, come nell’immagine del tiro alla fune. È indispensabile interpretare al meglio il proprio ruolo, a mettere il proprio “mattoncino” nel posto giusto al momento giusto per innalzare una struttura stabile.
La casa, l’opera finita prende forma da un progetto. Quale piano di Settore Giovanile abbiamo alla Virtus Romano?
Il mondo virtuale, dove tutto è a portata di click, convince molti giovani a sposare la mentalità del “tutto e subito”. Una condotta povera, che accantona la ricerca di un cammino per un percorso stabile, il sacrificio, la dedizione.

Nel nostro vivaio vorremmo coltivare, accanto allo sviluppo delle capacità tecniche e delle conoscenze del gioco, i valori dell’impegno, della solidarietà, dell’onestà, del “noi” contrapposto all’“io”, in un progetto formativo del giovane a 360°.
Non è nulla di straordinario, dovrebbe essere la prassi. Non è insolito, però, che la costruzione dello sportivo subisca dei passaggi a vuoto.
Quando si perde il contatto con la realtà, quando si agisce solo per il tornaconto personale, quando si crede che le coccarde vinte in tenera età siano uno status symbol , è facile finire fuori strada.
A tutti piace competere per vincere, saremmo ipocriti ad affermare il contrario.
Tutti, addetti ai lavori e non, dovremmo riflettere maggiormente su queste domande: qual è la vera vittoria? Come si vince?
Nella famiglia GialloVerde l’impegno di chi guida il Settore Giovanile è costantemente rivolto al dare un significato profondo al concetto di vittoria. Il successo per noi sta nella crescita del singolo, in un contesto dove possa esprimere appieno il proprio potenziale; sta, di riflesso, nel progresso del gruppo. Sta nel modo in cui si gioca: desideriamo stimolare il coraggio, la coralità, la visione dell’errore come opportunità di crescita, per far sbocciare, in futuro, “giocatori pensanti”. Sta nello stile con cui, dentro e fuori il rettangolo di gioco, si vive la partita.
Infonde entusiasmo saper di aver contribuito, anche in piccola parte, all’affermazione di alcuni giovani del vivaio che, in quest’ultimo quinquennio, hanno avuto l’opportunità di misurarsi con avversari più quotati in società professionistiche. Così è stato per Andrea Convento, Matteo Toniazzo e Diego Pellizzari che, transitati per i nostri lidi, hanno poi attraccato nel porto del Bassano Virtus.
Speriamo sia altrettanto appagante la nuova avventura di Elias Andolfatto (classe 2000) il quale, dopo una scalata nelle nostre formazioni giovanili, ha recitato da protagonista nell’ultimo campionato in Prima Squadra. Ora arriva un bel banco di prova perché avrà la possibilità di mostrare tutto il proprio talento nel campionato di Eccellenza, tra le fila del Football Valbrenta… “In bocca al lupo”!
Il mondo del calcio è fatto di osservazioni, valutazioni, decisioni che, spesso e volentieri, non mettono d’accordo tutte le componenti di una società (istruttori, dirigenti, atleti, famiglie). Non è un luogo comune che ci sentiamo tutti commissari tecnici, pronti a perorare la causa del nostro “undici preferito”. Per il bene del movimento sportivo, per il bene dei giovani che frequentano quest’ambiente, è indispensabile sintonizzarsi sulla stessa frequenza, riducendo al minimo qualsiasi tipo di interferenza che rende il segnale instabile.
Per crescere per davvero occorre che tutti ci guardiamo dentro e troviamo un senso a questa domanda: Quale partita voglio vincere? La finale della Coppa del Mondo? La finale del torneo di Natale Pulcini?
Metteremmo a rischio la possibilità di vincere la futura Coppa del Mondo per vincere oggi la finale del torneo di Natale Pulcini?

Passo dopo passo…

No Comments

Post A Comment