La storia della Virtus Romano - S.S.D. Virtus Romano 1983
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La storia della Virtus Romano

S.S.D. Virtus Romano 1983 in seconda categoria, girone G

La Nostra Storia…

Qualcuno ha detto che, nella storia sono ancorate le nostre radici, quindi come non raccontarvi la nostra di storia, fatta di passione, di tenacia, e di qualche colpo di scena! Ma ecco a voi la AC Virtus Romano tutta d’un fiato.

Tutto ebbe inizio nel lontano 1983 quando Gianni Simonetto, in rotta con il club bianco-celeste dell’AC ROMANO, decise di fondare, assieme ad alcuni amici una nuova società: l’AC VIRTUS ROMANO.
Le stagioni 1983/84 e 1984/85 segnarono l’esordio del nuovo team con la partecipazione al Campionato del “Centro Sportivo Italiano”.
Sopra, la prima formazione partecipante al Campionato amatoriale organizzato dal C.S.I. durante la Stagione Sportiva 1983/84 (primo presidente Gianni Simonetto, terzo da sx in ginocchio) e, sotto, la formazione già vittoriosa nel torneo C.S.I. Stagione Sportiva 1984/85 (presidente Lino Lorenzato, da sx il secondo in piedi).
Dopo un paio d’anni di rodaggio con una sola squadra militante nel campionato organizzato dal Centro Sportivo Italiano ed aver vinto al secondo tentativo il Campionato provinciale, la Virtus Romano valuta le proprie forze e sulle ali dell’entusiasmo decide, sotto la presidenza di Arduino Zonta, di prendere iscrizione al Campionato di terza Categoria della F.I.G.C.
La squadra viene affidata a Giuseppe Dissegna ed alla prima esperienza federale ottiene un lusinghiero sesto posto.
In categoria gioca anche la formazione dell’A.C. Romano che all’andata viene fermata sullo 0-0 ed al ritorno supera la formazione gialloverde con il risultato di 2-l con Nave a segno per la Virtus.
Il bilancio del primo anno di attività nel calcio che conta permette di annotare 10 gare vinte e 6 pareggiate sulle 24 giocate. I punti raccolti sono 26 per un sesto posto, come si diceva, dietro ad Angarano, Campese, A.C. Romano, San Lazzaro e Semonzo.
I marcatori della stagione sono: Igor Charalambopoulos con 8 reti; Nave, Ferronato I. e Ferronato M. con 5 reti ciascuno; Pretto, Bordignon e Donanzan U. con 3 reti a testa; Boeche e Dissegna con una rete.
La vittoria più bella fù quella con il Cismon battuto per 6-1 e la sconfitta più cocente capitò all’ultima gara dell’andata quando fù il Campese a sconfiggere la Virtus per 6-2.
La rosa di quel primo campionato di terza categoria era la seguente: Portieri: Gheno e Parolin.
Difensori: Fasini, Vigo, Charalambopoulos, Ganassin, Ferronato I., Lorenzato, Donazzan.
Centrocampisti: Bordignon, Milani, Pretto, Boeche, Donazzan U., Dissegna.
Attaccanti: Nave, Ferronato M., Ferronato E. Zen.

Sono sei i presidenti che fino ad oggi si sono alternati alla guida del club di via Ugo Foscolo: da quel Gianni Simonetto in rotta con il club biancoceleste ancora presieduto dal dottor Raffaele Criscuolo, passando per Lino Lorenzato che gli subentrò e chiuse la parentesi legata al Centro Sportivo Italiano, arrivando alla gestione di Arduino Zonta, appunto per passare poi alle mani di Marcello Bontorin, Danilo Chemello e Gilberto Dissegna che regge le sorti gialloverdi ormai dal 1990.
Quegli anni specie quelli del duplice salto di categoria, sono stati certamente forieri di grosse soddisfazioni, ma non sono stati da meno i pionieristici esordi caratterizzati daIla burrascosa fondazione in antitesi al club di San Giacomo e dai derby proprio con l’A.C. Romano nelle prime due stagioni passate in terza categoria.

 


A quei derby si tornerà dopo l’aggancio del 1998.
Cosa ricorda Arduino Zonta del suo periodo di presidenza o dei primi anni in gialloverde?
“Quando abbiamo cominciato questa avventura, eravamo un gruppo di amici desiderosi solo di divertirsi e far divertire anche altri non più giovanissimi attraverso il gioco del calcio, mai avremmo immaginato che da lì avrebbe preso le mosse un gruppo capace di ottenere gli attuali risultati”.
Come cominciaste, allora?
“I primi anni ci videro partecipare ai tornei provinciali organizzati dal Centro Sportivio Italiano: girava la fortuna ma anche il nostro spirito dilettantistico andava a mille; quando tentammo il passo in attività federale, la Virtus divenne la… valvola di sfogo per i giocatori in esubero all’A.C. Romano. Così crebbe anche una sana rivalità con i “cugini” con vissuti scontri sul piano sportivo che sconfinarono anche sul piano politico”.
Insomma si arrivò ai ferri corti?
“Tentativi di fusione non ebbero mal buon esito ed allora furono seguite due strade diverse che alla lunga permisero anche un certo interscambio di giocatori”.
Il secondo campionato al quale la Virtus partecipa segna una stagione in crescendo: crescono i giovani del settore giovanile, crescono i punti in classifica per la prima squadra, crescono i gol segnati e l’entusiasmo del gruppo ancora presieduto da Arduino Zonta.
L’allenatore è sempre Giuseppe Dissegna che con molta capacità ed impegno consente alla squadra la conquista del quarto posto nella graduatoria finale con l’unico dispiacere che al primo posto finiscono i cugini dell’Associazione Calcio Romano che lasciando la categoria ci priveranno dei derby infuocati che solo dalla stagione 1998/99 con l’aggancio in “Promozione” potranno ripetersi. I numeri della Stagione 1986/87:
Giocate 26 partite vincendone 13, pareggiandone 7 e perdendone appena 6.
42 i gol fatti e 24 quelli subiti per un totale di 33 punti nella classifica finale.
I marcatori della nostra formazione furono:
Berton con 10 reti all’attivo; Donazzan v. con 7 centri; Nave, Fabbian e Charalambopoulos con 5 reti ciascuno; Boscardin con 3; Pretto con 2; Moro, Mocellin e Boeche con una rete a testa.
La rosa a disposizione di Mister Dissegna era formata da:
Portieri: Gheno e Zen.
Difensori: Charalambopoulos, Fasini, Vigo, Ganassin, Boeche.
Centrocampisti: Mocellin, Moro, Ferronato I., Pretto, Milani, Bordignon.
Attaccanti: Nave, Boscardin, Berton, Cavalli, Donazzan, Tolfo, Fabbian, Lanzerin.
Con un meritatissimo terzo posto in graduatoria finale si conclude anche il terzo campionato federale cui la Virtus prende parte.
La panchina è ancora affidata alle mani esperte di Giuseppe Dissegna mentre alla guida del sodalizio si insedia Marcello Bontorin.
È l’anno delle conferme, se mai ce ne fosse stato bisogno: si conferma un buon numero di partecipanti alle attività del settore giovanile, si conferma la bontà del gruppo che con pochi innesti continua a mietere successi migliorando la propria posizione nelle graduatorie del campionato minore.
Non aumentano i punti, alla fine, ma la prima squadra saprà inanellare ben tredici vittorie su ventiquattro partite giocate, pareggiandone sette e perdendone appena quattro.
Quarantuno saranno le reti segnate e venti sette quelle subite.
Ma ecco la rosa della stagione:
Portieri: Gheno, Mocellin R., Zen.
Difensori: Charalambopoulos, Fasini C., Fasini M., Chemello, Ferronato I., Ganassin.
Centrocampisti: Balestra, MocellinMoro, Pretto, Lanzerin, Bordignon.
Attaccanti : Berton, Boscardin, F Tolfo, Borsato, Nave.

Cambiano i vertici della associazione, cambia il Mister ma la sostanza non cambia: la Virtus si conferma ottima compagine, ormai ben rodata nella terza categoria veneta e per la seconda volta consecutiva si insedia al terzo posto della graduatoria finale del suo torneo.
Alla Presidenza Marcello Bontorin passa la mano a Danilo Chemello che affida la panca della prima squadra a Franco Donazzan.
Stabile la struttura della prima squadra attorno al cui nucleo storico si alternano alcuni validi elementi.
Anche tra i pali si assiste al cambio tra Gheno e Cecconello con Zen Onorio comunque e sempre al pezzo, pronto per ogni evenienza.
Alla fine sarà un terzo posto ancor più convincente del precedente: tre partite vinte in più rispetto all’annata precedente e tre punti in più all’attivo.
Portieri: Cecconello, Fabbian, Zen.
Difensori: Ferronato I., Ceccon, Ganassin, Charalambopoulos, Tonin, Iscaro.
Centrocampisti: Boscardin, Moro, Balestra, Preto, Fasini M., Cerantola, Gheno, Donazzan S.
Attaccanti: Borsato, Bertolin, Tonellotto, Berton.

La formazione degli “Esordienti” prima classificata nel torneo organizzato dal Locale della F.I.G.C. (secondo in piedi da dx l’allenatore Gianni Tolfo, vicino a lui il dirigente Alessandro Camazzola).

Di nuovo sotto la guida di Danilo Chemello al suo secondo anno di presidenza della Virtus Romano, la squadra partecipante al campionato di terza categoria sigla un tris del tutto particolare: per la terza volta coglie il terzo posto della graduatoria in appena quattro anni di partecipazione al campionato federale.
La Stagione porta anche un cambio in panca: alla sua quinta annata in gialloverde, l’espertissimo Igor Charalambopoulos prende il posto che fu già di Giuseppe Dissegna e Donazzan.

Passa la mano Igor Charalambopoulos ed in panchina torna a sedere Giuseppe Dissegna il tecnico degli esordi fortemente voluto dal Presidente Gilberto Dissegna per tentare di infondere al gruppo gli antichi entusiasmi.
Durante la Stagione si infittiscono i rapporti della dirigenza con l’ambiente del Real Vicenza invitato a dare spettacolo presso gli impianti romanesi.
Sono dimostrazioni di affetto ma anche di rispetto da parte di personaggi che il calcio l’hanno vissuto su sponde ben più importanti. Sono grandi soddisfazioni ed il giusto riconoscimento per una società semplice e concreta.
La stagione non parte affatto bene e per tutta l’andata la squadra stenta a mantenere il passo; dalla primavera, comunque e nonostante qualche altro scivolone, la Virtus trova un ritmo discreto che le consentirà di tenere dietro nella graduatoria finale una decina di altre formazioni.

La formazione del campionato 1990/91 quinta classificata).

Le formazioni della Virtus Romano e del Real Vicenza affrontatesi a Romano nella primavera del 199l.

Dopo una stagione di acclimatamento e dopo aver preso nuovamente confidenza con la panca, Mister Dissegna conduce la Virtus a sfiorare il podio della Terza.
Non sono molte le novità per la prima squadra e se si fa eccezione per qualche partenza di poco peso l’organico acquista una sua stabilità, destinato come sembra a regalare grosse soddisfazioni all’ormai maturo ambiente gialloverde.

Nella lista dei giocatori, come era già successo con Igor Charalambopoulos, finisce anche il Beppe Dissegna per tentare di dare, all’occorrenza, manforte ai suoi.

Per ora ci fermiamo qui, ma la storia continua…