Il "gigante buono" Samuele Moresco ed i Pulcini Misti - S.S.D. Virtus Romano 1983
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Il “gigante buono” Samuele Moresco ed i Pulcini Misti

Il “gigante buono” Samuele Moresco ed i Pulcini Misti

Questa settimana per la nostra rubrica dedicata Settore Giovanile parliamo di una new entry tra i calciatori del vivaio Gialloverde. Gioca in porta e lo fa con ammirevole passione. Frequenta tutti gli allenamenti, non vede l’ora che arrivi il lunedì per le sedute specifiche col preparatore dei portieri. Ha il viso da “furbetto”… in realtà non disdegna mai di offrire il proprio aiuto al mister e di spronare i compagni a mettercela tutta.

Parliamo del “Gigante Buono” Samuele Moresco.

Il suo istruttore, Francesco Angelone, ci ha raccontato delle sue caratteristiche e della squadra dei Pulcini Misti in generale.

«Samuele Moresco è il nostro portiere principale. Noi abbiamo 3 portieri, ma lui è quello che scende sempre in campo dal primo tempo. È un 2008. Si dà molto da fare, partecipa molto attivamente agli allenamenti, dando sempre il 100%. Sono convinto abbia tutte le capacità per migliorare e crescere tanto. Ha un certo carisma e per i compagni, considerato anche il ruolo che ricopre, è sempre un punto di riferimento. Oltre all’allenamento con me, partecipa anche a quello con il preparatore dei portieri, questo fa capire quanta voglia ha di migliorare e di crescere. Non perde mai gli allenamenti, se non per motivi seri. Ci tiene veramente tanto e ha questa continuità che lo rende molto apprezzato. Da me in primis.

La mia squadra è in continuo miglioramento. Sono cresciuti in particolare sull’impostazione del gioco: prima calciavano e basta, adesso cercano di appoggiare al compagno, di utilizzare il campo sulle fasce laterali. Cerco di fargli capire che non devono sprecare neanche un pallone, non devono buttarlo via senza motivo: tanto è vero che Samuele appoggia ai compagni sempre con le mani. Ecco, se dovessi trovare un difetto a Samuele direi che esce poco, ha un po’ timore di uscire, ma ci stiamo lavorando.

Quello che chiedo alla squadra è di scendere in campo sempre convinti di dare il massimo. Si può anche perdere, ma convinti di aver dato tutto. Questa è la mia filosofia. Se troviamo un avversario superiore tanto di cappello, ma noi dobbiamo comunque sfoderare tutte le nostre armi. Io cerco di trasmettergli di non mollare mai, di non demoralizzarsi: fino a che non sentono il triplice fischio, la partita non è chiusa».

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