S.S.D. Virtus Romano 1983 | “A tu per tu con…” MICHELE BUSNARDO
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“A tu per tu con…” MICHELE BUSNARDO

“A tu per tu con…” MICHELE BUSNARDO

“A TU PER TU CON…” è un nuovo spazio di approfondimento a 360° con i protagonisti della nostra squadra!
Sogni, ricordi, aneddoti e curiosità per conoscere meglio chi, ogni domenica, ci fa tifare sempre più forte per la VIRTUS ROMANO!

Questa settimana la “RAFFICA DI DOMANDE” tocca a… MICHELE BUSNARDO

Quando sei nato e dove? 03/07/1991 a Bassano del Grappa.

Ruolo? Difensore centrale.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e perché? Credo quella in cui abbiamo vinto il campionato e dalla Prima categoria siamo passati in Promozione. Giocavo col Valbrenta.

Un gol che ricordi con particolare affetto? Il primo gol che ho fatto in Coppa alla Virtus. È stato un gol nato da uno schema, quindi preparato di squadra. Un gol collettivo, non del singolo ed è stato bello.

Se potessi rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? Rigiocherei la partita persa contro il San Pietro Rosà domenica scorsa, persa 1-0. La rigiocherei perché vorrei giocarla diversamente, con un altro atteggiamento. Al di là degli episodi sfavorevoli, affrontandola con un altro atteggiamento il risultato avrebbe potuto essere diverso.

Come è nata in te la passione per il calcio? Beh, a tutti i bambini si dà in mano un pallone fin da piccoli. La mia era una famiglia di calciatori e quindi a maggior ragione. Non ho mai fatto nessun altro sport, solo giocato a calcio.

Quali sono i tuoi primi ricordi legati al calcio? Sicuramente i momenti con gli amici a giocare al campo parrocchiale, i vari pomeriggi passati con il pallone tra i piedi.

Hai un giocatore a cui ti ispiri? Non c’è un giocatore a cui mi ispiro particolarmente, diciamo che sono più gli esempi che cerco di prendere da alcuni giocatori, come per esempio Maldini, Del Piero, Totti, anche come attaccamento alla maglia.

Hai un soprannome? Solo Busna, abbreviano il cognome in campo per essere più sbrigativi.

Qualche domanda sulla vita di spogliatoio. Chi è il più lento tra di voi a farsi la doccia? Alessandro Zen, sicuramente.

Il tuo compagno più elegante, quello che ci tiene di più al look? Jacopo Puppi.

Il più casinista? Costa, ma anche Emanuele Farina.

Qual è il momento più importante legato al calcio e alla tua famiglia? Non è un ricordo legato ad una partita che ho giocato, ma ai Mondiali del 2006. Ricordo che con tutti i miei zii ci si trovava a vedere le partite da mio nonno. Lui aveva una tv che era, come dimensioni, meno della metà di quella che avevo a casa mia, ma non mi interessava, mi bastava guardare le partite tutti assieme. Questo è un ricordo che lega la mia famiglia e il calcio.

Qual è la scelta che rifaresti e quella che non rifaresti nel tuo percorso calcistico? Una scelta che rifarei è stata quella di passare, dopo 4 anni a Mussolente, al Football Valbrenta, che era appena salito in Prima categoria. È stato un po’ un salto nel buio, perché non conoscevo la società, mi avevano parlato del progetto, ma non sapevo come sarebbe andata. Si è rivelata una scelta giusta per me, sono stati degli anni molto belli. Non mi viene in mente nessuna scelta che non rifarei.

Se non avessi fatto il calciatore, quale sport ti sarebbe piaciuto praticare? Durante l’estate, con gli amici, pratico il ciclismo. La mountain bike mi è sempre piaciuta, quindi dico ciclismo.

Come ti vedi tra 10 anni e dove? Sicuramente non un calciatore. Magari mi vedo nel mondo del calcio a lavorare con i bambini, ma non con una prima squadra. Già qualche anno fa ho avuto il piacere di seguire una squadra di ragazzi ed è un’esperienza che ripeterei.