A tu per tu con... EDOARDO FIORESE - S.S.D. Virtus Romano 1983
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A tu per tu con… EDOARDO FIORESE

A tu per tu con… EDOARDO FIORESE

“A TU PER TU CON…” è un nuovo spazio di approfondimento a 360° con i protagonisti della nostra squadra!
Sogni, ricordi, aneddoti e curiosità per conoscere meglio chi, ogni domenica, ci fa tifare sempre più forte per la VIRTUS ROMANO!

Questa settimana la “RAFFICA DI DOMANDE” tocca a… EDOARDO FIORESE.

Quando sei nato e dove? 01/06/1993 a Bassano del Grappa.

Ruolo? Attaccante.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e perché? La semifinale playoff con il Sant’Anna. Abbiamo vinto 2-1 il derby Sant’Anna-Rosà ed io ho segnato di testa.

Un gol che ricordi con particolare affetto? Quello che arriverà. Scherzi a parte, ricordo un gol in rovesciata col Romano contro il Vedelago, però abbiamo perso 3-1, quindi il gol lo ricordo con affetto, la partita un po’ meno

Se potessi rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? Rigiocherei una partita per cambiare il finale, quella in cui con la Virtus siamo retrocessi, un paio di anni, fa contro l’Ezzelina in casa.

Come è nata in te la passione per il calcio? Tutta la mia famiglia, da mio padre ai miei zii, ha sempre giocato e seguito il calcio, quindi io ho iniziato prestissimo, a 5 anni. Oltre che la passione per il calcio, mio padre mi ha trasmesso anche la fede calcistica, siamo entrambi juventini.

Hai un giocatore a cui ti ispiri? I giocatori che mi piacciono di più sono Del Piero, sia a livello caratteriale che come calciatore, Ronaldo, non Cristiano ma il brasiliano, e poi Totti. Questi ultimi due li apprezzo a livello tecnico.

Hai un soprannome? Purtroppo sì: mi chiamano Fefi, non so perché, mi ha battezzato così Filippo Contro, mio compagno di squadra.

Qualche domanda sulla vita di spogliatoio. Chi è il più lento tra di voi a farsi la doccia? Alessandro Zen, senza dubbio.

Il tuo compagno più elegante, quello che ci tiene di più al look? Tieni conto che quelli intervistati prima di te hanno detto che sei tu… Io dico Filippo Contro.

Il più casinista? Ne ho due: Emanuele Farina e Stefano Bizzotto.

Qual è il momento più importante legato al calcio e alla tua famiglia? Non mi viene in mente una partita che ho giocato io, ma piuttosto una semifinale Juve-Real Madrid vinta 3-1, che abbiamo guardato insieme io, mio fratello e mio papà e poi abbiamo festeggiato noi tre. È un bel ricordo.

Qual è la scelta che rifaresti e quella che non rifaresti nel tuo percorso calcistico? Se tornassi indietro eviterei di giocare un torneo estivo, durante il quale mi sono rotto il ginocchio. La scelta che rifarei sicuramente è quella di venire alla Virtus, ho trovato delle persone a modo, che mi hanno fatto sentire fin da subito a casa.

Se non avessi fatto il calciatore, quale sport ti sarebbe piaciuto praticare? Penso il basket, mi piace anche seguirlo quando il tempo me lo permette. Amo anche il tennis, ma non tanto quanto calcio e basket, perché prediligo gli sport di squadra.

Come ti vedi tra 10 anni e dove? Spero di giocare ancora, non dico a livello agonistico, ma almeno di giocare a calcetto. Non so se allenerei, non mi attrae stare dall’altra parte. A livello personale, spero di crescere a livello lavorativo e raggiungere gli obiettivi che man mano mi prefisserò.

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